Spesso i pazienti si rivolgono a noi lamentando uno sguardo stanco e pesante, attribuendo il problema esclusivamente alla pelle in eccesso. Tuttavia, per ottenere un risultato ottimale, l’estetica deve sempre viaggiare di pari passo con la funzionalità. Oggi analizziamo il caso clinico di Sara, una paziente che ha deciso di sottoporsi a un intervento combinato per risolvere un disagio sia visivo che estetico.
La differenza tra estetica e funzione Nel caso di Sara, avevamo due obiettivi principali: rimuovere l’eccesso cutaneo e sollevare la palpebra per “scoprire” l’occhio. È fondamentale comprendere la netta differenza tra queste due procedure chirurgiche e perché spesso vengono abbinate.
Da un lato, la blefaroplastica superiore è l’intervento estetico mirato a togliere la pelle in eccesso che appesantisce lo sguardo. Tuttavia, la sola rimozione della pelle non è sufficiente ad “aprire” un occhio la cui muscolatura risulta indebolita. Per questo motivo, abbiamo associato la correzione della ptosi palpebrale, un intervento strettamente funzionale che agisce sul muscolo elevatore della palpebra per ripristinarne la corretta altezza e funzionalità.
I sintomi e il recupero post-operatorio Prima dell’intervento, la palpebra abbassata e la cute in eccesso “chiudevano” l’occhio di Sara. Questo difetto provocava una sensazione di peso costante e una fastidiosa limitazione del campo visivo laterale.
A solo un mese e mezzo di distanza dall’intervento, i risultati sono eccellenti. La situazione è migliorata sotto ogni punto di vista. Funzionalmente, la vista periferica è stata ripristinata e il fastidioso peso palpebrale è completamente scomparso. Esteticamente, lo sguardo appare decisamente ringiovanito e fresco, valorizzando in modo naturale e armonioso i suoi splendidi occhi.
Se anche tu percepisci stanchezza visiva o un peso costante sulle palpebre, prenota una consulenza specialistica. Visita la nostra pagina Dove Sono per trovare la clinica più vicina a te.



