Molti pazienti si presentano in studio lamentando i classici “cerchi scuri”, ovvero quel pigmento ombroso accompagnato da un profondo senso di affaticamento che sembra appesantire lo sguardo in modo cronico. Tuttavia, un’attenta analisi clinica rivela spesso che non si tratta di semplice iperpigmentazione cutanea: ci troviamo di fronte a vere e proprie borse palpebrali, occhiaie scavate e un generale scivolamento dei tessuti del terzo medio del volto.
Con il passare del tempo, la fisiologica perdita di tono e lo scivolamento dei cuscinetti adiposi creano una separazione netta tra la palpebra inferiore e lo zigomo. Questo dislivello anatomico genera le ombre che molti pazienti scambiano per pigmentazione. Quando il difetto strutturale è così esteso, intervenire esclusivamente sulla valle lacrimale con filler tradizionali può risultare inadeguato o, peggio, conferire al viso un aspetto innaturale e “troppo pieno”. In questo specifico caso clinico, la soluzione ideale proposta dal Dr. Francesco Bernardini è il G-Point Lift.
Questa tecnica avanzata non si limita a riempire un piccolo solco, ma affronta l’intero difetto del solco orbito-palpebrale, lavorando a 360 gradi. L’obiettivo primario del G-Point è ricreare l’armonia perduta tra la palpebra e la guancia. Attraverso questo approccio mirato, la guancia viene delicatamente sollevata e supportata, mentre la palpebra appare visivamente “accorciata”. In questo modo si attenuano i difetti strutturali della paziente senza che vi sia traccia visibile di prodotto. Il ripristino dei volumi avviene in base alle esatte indicazioni anatomiche della persona.
Il passaggio dal prima al dopo è sorprendente non per lo stravolgimento dei lineamenti, ma per la ritrovata freschezza. La paziente testimonia un immediato aspetto riposato, affermando di sentirsi e vedersi ringiovanita di quasi dieci anni. Se desideri valutare un approccio su misura per il tuo sguardo, prenota una visita con il Dr. Bernardini.



