Il chirurgo oculoplastico, una specializzazione che in Italia ancora non esiste

Benvenuti a Salute e Sanità da Eva Perasso.
Buongiorno, oggi abbiamo il professore, dottore, chirurgo e specialista in oculoplastica Francesco Bernardini, che io ringrazio per aver accettato il nostro invito.
Dottore, i chirurghi oculoplastici nel mondo sono pochi, in Italia forse ce n’è solo uno e questo è lei: le chiedo di raccontarci la sua carriera e la sua esperienza e come si diventa un chirurgo oculoplastico, perché l’abbiamo invitata apposta per capire di cosa si occupa la sua professione.

Eva, sono molto orgoglioso di essere qua a raccontare che cos’è la chirurgia oculoplastica, che è questa cosa sconosciuta e anche diventare un chirurgo oculoplastico è un’impresa, infatti si parte dall’oculistica e si evolve in un campo di specializzazione che in Italia al momento non è materia di insegnamento universitario, purtroppo, ma negli Stati Uniti e in Gran Bretagna sì; questo campo di ultraspecializzazione viene chiamato Fellowship, sono due anni di training specifico a cui per accedere bisogna avere un’approvazione dell’esame americano (che già quello è abbastanza difficile), dopodiché io nello specifico sono stato contattato dall’università di Cincinnati, dove per due anni ho svolto solo il lavoro di oculoplastico sotto la tutela e l’insegnamento di due esperti mondiali che insegnavano lì.

Che cos’è l’oculoplastica? In realtà, (Ho fatto fatica a spiegarlo anche a molti miei colleghi oculisti, che in teoria si suppone dovrebbero saperlo ancora di più) è tutto ciò che c’è intorno all’occhio ed è la cabina di regia che fa funzionare l’occhio, però non è più l’occhio tradizionale, perché il chirurgo oculoplastico non si occupa di cataratta, retina, glaucoma o esami della vista, ma gestisce tutto ciò che c’è intorno: le palpebre, le vie lacrimali e l’orbita; fa funzionare tutto ciò, muove l’occhio, lo apre, lo chiude, lo protegge e l’occhio parla di noi, quindi abbiamo aspetti estetici e funzionali insieme.

Cominciamo a raccontare, a capire: ha citato le vie lacrimali, mi diceva che sono soprattutto le donne, dopo una certa età principalmente, ad avere problemi; cosa potete fare, come potete aiutarci?
Ha centrato un tema secondo me di attualità e poco conosciuto là fuori; c’è stata una mia intervista a “La Repubblica” tanti anni fa e questo perché statisticamente è molto frequente nelle donne giovani (da 45 a 60 anni) dato che hanno una struttura del viso, del naso più piccola rispetto agli uomini e si può verificare un’ostruzione completa del dotto nasolacrimale; che cosa succede? Si comincia a lacrimare, lacrima tutto il giorno, ci può essere un accumulo di pus, di secrezioni continue e quindi è proprio un fastidio che non si risolve se non con la chirurgia; oggi c’è un intervento che si fa in anestesia locale, in day hospital, in 20 minuti e che ha il 90/95% di successo senza lasciare segni esterni.

Dottore, questa non è una cosa da otorino?
Brava, certamente gli otorini intervengono sotto richiesta dell’oculista ma in realtà l’anatomia delle vie lacrimali è una branca di competenza dell’oculista, perché è l’occhio che lacrima, è l’occhio che va nel canale naso lacrimale.
Il chirurgo oculoplastico diciamo che ha un po’ più dimestichezza e francamente io faccio anche dieci interventi alla settimana delle vie lacrimali e quindi più se ne fa e più ci si specializza.

Altro problema, che ahimè riguarda sempre il mondo femminile, è quello dell’orbita, ovvero i cosiddetti occhi in fuori, di cui soprattutto ne soffrono donne con problemi alla tiroide; anche qui intervenite voi.

Altro tema molto caldo: esatto, interveniamo noi quando l’endocrinologo ha sistemato l’alterazione endocrinologica d’interesse, che è la disfunzione tiroidea e che in molti casi può determinare la sporgenza eccessiva degli occhi, un’apertura eccessiva degli occhi, tale da caratterizzare lo sguardo di una persona che non si riconosce più allo specchio e questo problema riguarda soprattutto giovani donne, quindi si verifica durante la gravidanza, dopo di essa e in periodi collegati al sistema ormonale femminile; queste povere ragazze non si riconosco più, diventa un problema estetico prioritario e bisogna intervenire riportando gli occhi in dentro e sistemando le palpebre, tutto questo fatto insieme; siamo i primi al mondo a fare questa riabilitazione estetica dell’orbitopatia tiroidea in un’unica soluzione, perché anche in America la dividono in 3-4 interventi separati.

È un intervento duro, difficile?
Per il chirurgo è complicato, per la paziente è un intervento che fa in day hospital notturno, il giorno dopo va a casa e diciamo che ha un recupero in tempi rapidi: in una settimana tutto dovrebbe essere ottimizzato.

Bene, allora buone notizie per le donne che soffrono di tiroide e hanno questo problema degli occhi sporgenti.
Ha parlato anche di palpebre: al di là della parte estetica, mi diceva che lei opera soprattutto i tumori palpebrali.

Essi sono frequenti soprattutto perché noi italiani amiamo il mare, l’esposizione al sole ed è una problematica legata all’esposizione solare eccessiva senza protezione; le palpebre sono una zona in cui i tumori si verificano spesso e sono un problema in più perché l’esportazione del tumore richiede una demolizione del tessuto palpebrale; però come togliamo la palpebra, questa va anche ricostruita e l’anatomia della palpebra è una delle anatomie più difficili del viso e del corpo umano, quindi rispettare la funzione estetica nella ricostruzione palpebrale e al tempo stesso rimuovere il tumore palpebrale è una challenge che il chirurgo oculoplastico cerca sempre di vincere.

Veniamo all’estetica: quando una donna, ma anche un uomo, pensa alla cosiddetta blefaroplastica o comunque ad alleggerire uno sguardo stanco o invecchiato.

È un tema assolutamente attuale ed è entrato nella mentalità più o meno di tutti che gli occhi sono la cosa più importante del nostro viso, è il punto da cui si determinano l’età, la stanchezza e il vigore di una persona, quindi non è solo l’estetica ma è anche un impatto psicologico perché uno si sente a posto quando viene guardato in viso.
Ci sono tecniche evolute e avanzate di chirurgia, che permettono di riabilitare l’estetica dell’occhio in maniera più o meno permanente; si tratta di un intervento che dura per il resto della vita, quindi è un intervento
cost-effective, perché si fa una volta ma dura 20 anni; non voglio che nessuno mai si accorga che una paziente è stata operata ma voglio che venga detto: “Come stai bene! Cos’hai fatto?”; “Stai meglio di prima, che bello sguardo!”
E voglio che la paziente possa rispondere: “Sì, sono più riposata perché ho fatto una crociera.”
Questo è l’effetto che noi vogliamo dare, quindi un effetto super naturale, senza cicatrici visibili ma comunque vedere un prima e un dopo significativo.

È interessante che ci sia proprio uno specialista che arriva dall’oculistica che possa trattare gli occhi: dà anche sicurezza.

Sì, perché dà sicurezza? Perché l’anatomia delle palpebre, in particolare quelle inferiori, è una delle anatomie più delicate che ci sia e una modifica in negativo della palpebra inferiore causa problemi impressionanti che vedo tutti i giorni e cerco di rimediare anche alle situazioni non ideali di risultati di pazienti operati da non esperti.

Abbiamo ancora pochi secondi però le chiedo una battuta sulla medicina estetica legata sempre all’area del nostro sguardo.

Oggi la medicina estetica è la moda in assoluto più in crescita: abbiamo a disposizione fili, filler e botox; sono tutti prodotti super sicuri e spezzo una lancia rapidissima a favore del botox che è super conosciuto da oltre 40 anni e usato da noi oculisti per ragioni funzionali senza alcuna complicanza; per gli occhi ha un effetto importante ma il filler intorno agli occhi è la novità assoluta, ci sono filler dedicati agli occhi e che in mani sapienti possono dare risultati molto positivi.

La ringrazio davvero, molto interessante.
La chirurgia oculoplastica con uno dei pochi esperti, l’unico in Italia: il dottor Bernardini.
Grazie per essere stato con noi, torni a trovarci.

È stato un piacere e accetto volentieri l’invito.

Arrivederci alla prossima puntata!

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